Leonardo Alberti – “Dico la mia” – La Libertà

Quando mi è stato proposto di collaborare con il Broker ho accettato con grande entusiasmo con l’accordo che potessi esprimere liberamente le mie opinioni, nel rispetto delle persone e delle situazioni, ma senza vincoli di alcun genere; da uomo libero quale io sono.

Ecco il perché della rubrica “Dico la mia”.

 

Comincerei quindi col commentare i recenti fatti che hanno visto Cattolica protagonista dal momento che “IL BROKER” ha iniziato la sua nuova vita proprio con un articolo sull’AD di Cattolica: “Alberto Minali – CEO Gruppo Cattolica Assicurazioni – intervistato da Mirko Odepemko”.

 

Penso che tutti ricordino le revoche di fine anno ad agenti della compagnia Veronese e le polemiche che subito tale azione ha suscitato. Io sono un ex dirigente di compagnia e conosco molto bene sia le dinamiche decisionali che le modalità di esecuzione delle revoche ad nutum e/o per giusta causa. Ho subito preso posizione, questa volta a favore della compagnia, pur criticando la scelta del periodo, anche se probabilmente aveva delle motivazioni sottostanti a noi sconosciute, cercando di far capire agli intermediari assicurativi che stante il rapporto intercorrente fra mandante e mandatario, la revoca è un diritto sacrosanto della mandante, come del resto lo sono le dimissioni del mandatario.

 

Purtroppo però si fa fatica ad accettare una perdita di un posto di lavoro (anche se quello fra compagnia ed agente è anomalo), ma purtroppo le aziende debbono rendere conto, e così i propri dirigenti, delle perdite o di azioni atte al recupero di redditività, ai propri azionisti. Va da sé quindi che le aziende assicurative debbono necessariamente sentirsi libere di agire in linea con quanto lecitamente e contrattualmente previsto.

 

È buffo quindi come noi intermediari siamo portati a giudicare “sconveniente” la revoca da parte della compagnia e legittime le nostre dimissioni. E non ditemi che il rapporto è sproporzionato in quanto le dimensioni delle due parti in causa sono differenti a svantaggio, ovviamente dell’intermediario.

Ciononostante una soluzione esiste: lavorare come B invece che come A.

 

Cantava Gaber:

“La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche il volo di un moscone
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.”

Leonardo Alberti

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